Caro Veltroni,
le elezioni ormai imminenti ci spingono, per senso di responsabilità, a chiedere una verifica politico-programmatica al Partito Democratico.
Durante i 20 mesi del governo Prodi, la sinistra della coalizione ha ripetutamente invocato il rispetto del programma dell’Unione, ha difeso le sue ragioni, non ha mai spinto alla crisi. Il voltafaccia trasformista è venuto da gruppi centristi.
Noi pensiamo che ora non si debba facilitare il compito della destra, consegnare a cuor leggero e su un piatto d’argento la vittoria a Berlusconi.
Tu hai più volte ripetuto che “la discriminante è programmatica”.
Bene. Per questo ti chiediamo un incontro urgente per verificare esattamente possibili convergenze ed eventuali distanze di posizioni politiche e punti di programma.
D’altronde, quando pareva che il governo potesse rilanciarsi con una svolta, abbiamo lavorato intorno ad un proposta – presentata il 10 gennaio scorso all’incontro del centrosinistra - che toccava le questioni di fondo: salari, potere d’acquisto delle retribuzioni, lotta alla precarietà, diritti civili, nuovo paradigma di uno sviluppo centrato su ricerca ed ambiente, pace e disarmo.
Sono le questioni che ci piacerebbe portare al confronto con voi
In attesa di una risposta
Roma, 6 febbraio 2008
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